24 gennaio 2010

Avviso ai naviganti

IL SERVIZIO DI CHIESANEWS E' TEMPORANEAMENTE SOSPESO

11 gennaio 2010

Lui, noi e loro

Duomo molti più fedeli del solito e il sacerdote sottolinea che mancano gli immigrati. "Erano come voi, con la pelle più scura, venivano dall'Africa. Non ci sono perché li hanno cacciati". "Se siamo pronti alle violenze nei confronti dei più deboli, allora non veniamo più in chiesa"
(la Repubblica)

09 gennaio 2010

Arrivederci, don Zega


Addio a don Zega, prete scomodo direttore "ribelle" di Famiglia Cristiana
E' morto il religioso paolino che ha retto il timone della rivista per 18 anni Grandi risultati e grande seguito tra i lettori. Ma anche attacchi dalle gerarchie
(laRepubblica)

Morto don Zega, con lui Famiglia Cristiana superò il milione di copie
Il direttore dei record: di permanenza (alla guida di Famiglia Cristiana per 18 anni, dal 1980 al ' 98), di copie (con lui sfondato il muro del milione) e anche di richiami ufficiali dalla Santa Sede.
(il Corriere della sera)

Don Zega, il prete giornalista che parlava a ogni fedele
Ci sono bravi preti e bravi giornalisti, ma tra i bravi preti bravi giornalisti don Zega era il migliore: come sacerdote e come collega. 
di Gianni Riotta
(il Sole24Ore)

Omelia di don Zega per i suoi 80 anni
(
da Club3 - Vivere in armonia)

È morto Don Leonardo Zega
Era una delle voci più popolari della visione cristiana sulle quotidiane vicende del mondo, che ha spiegato sui giornali di casa sua, la Periodici San Paolo, e soprattutto per quasi vent'anni su "Famiglia Cristiana". Don Leonardo Zega, storico direttore di "Famiglia Cristiana" tra il 1980 e il 1998, è morto ieri sera, all'età di 81 anni, a Milano, in seguito ad un infarto cardiaco. (
Avvenire)


05 gennaio 2010

Eccesso di zelo

Via da Castel Volturno il parroco che difendeva gli immigrati

21 dicembre 2009

L'inciampo

Tullia Zevi: "Era meglio il silenzio fino all'apertura di tutti gli archivi"

Il Papa: "Wojtyla e Pio XII beati" Critiche dalle comunità ebraiche


17 dicembre 2009

Il conto

Pedofilia, si dimette vescovo irlandese: "So che è poco, chiedo perdono a tutti"

Benedetto XVI accetta la richiesta di monsignor Murray, il prelato di Limerick accusato di aver coperto molti colpevoli. E' la prima testa a cadere, non sarà l'ultima, nel nome della tolleranza zero invocata da Ratzinger (da laRepubblica)

Da vescovo a laico

La decisione del Vaticano
Il Papa ha deciso la riduzione di mons. Emmanuel Milingo allo stato laicale. L'ex vescovo era già stato scomunicato per il suo comportamento: non potrà commettere nuovi gravi delitti (da laStampa)

12 dicembre 2009

Dimenticare Ad Exequendam (e il segreto pontificio)

Annunciata una lettera pastorale ai fedeli del Paese 
Dolore e sdegno del Papa per gli scandali in Irlanda


Convegno su Dio


Dio oggi. Con Lui o senza di Lui cambia tutto
Sono oltre 1500 i partecipanti all’Evento Internazionale “Dio Oggi. Con Lui o senza di Lui cambia tutto” che si è aperto a Roma presso l’Auditorium Conciliazione. Fino al 12 dicembre il convegno promosso dal Comitato per il progetto culturale della CEI con il patrocinio del Comune di Roma vedrà la presenza di più di 50 relatori e un centinaio di operatori dell’informazioni tra giornalisti, fotografi, operatori radio e tv

Adesso che tutti lo sanno...

Preti pedofili, il Papa sul caso Irlanda "Rabbia e vergogna, interverremo"

In Vaticano riunione d'emergenza con il Pontefice dopo la pubblicazione del ''Rapporto Murphy'' che ha documentato "l'ampiezza, la gravità e la sistematicità" degli abusi nei confronti dei minori nell'arcidiocesi di Dublino. "Scriverò ai fedeli

03 dicembre 2009

I valdesi fanno testamento biologico

Testamento biologico: la Chiesa valdese istituisce il registro (da Micromega)
http://temi.repubblica.it/micromega-online/testamento-bio...

30 novembre 2009

Il pizzo

Prete denuncia racket dall'altare
A Napoli per ristrutturazione chiesa

23 novembre 2009

Il diritto di pregare

Il parlamento catalano approva un documento per la concessione delle licenze. I vescovi chiedono una legge ad hoc, il governo tira dritto. (da laStampa)

17 novembre 2009

Grida nel deserto

Onu: «Oggi muoiono 17 mila bambini»
Il Papa: «Risorse esistono, usiamole»

13 novembre 2009

Il ricatto sulla pelle degli ultimi

USA: ULTIMATUM CHIESA, ADDIO CARITÀ SE CI SARANNO
NOZZE GAY (ANSA) - WASHINGTON, 12 NOV - Se passano le
nozze gay, addio aiuti ai poveri e ai senza tetto. È quanto minaccia la
Chiesa cattolica di Washington facendo un passo avanti nella sua
campagna per bloccare la proposta di legge che chiede di introdurre il
matrimonio tra persone dello stesso nella capitale.
 Lo riferisce il Washington Post con grande risalto in prima pagina,
dedicando alla vicenda un articolo dal titolo: «L'ultimatum della Chiesa
cattolica a Dc (Distretto della Columbia)». Se l'arcidiocesi della città
dovesse decidere di passare dalle parole ai fatti, decine di migliaia di
persone nella fascia più disagiata della capitale americana,
rimarrebbero senza cibo, senza cure mediche e un posto dove passare
la notte. (ANSA).

Roma e gli altri

CATTOLICI-ORTODOSSI: HILARION, ABBIAMO MISSIONE
COMUNE OSTACOLO UNIATI SU INCONTRO CON PAPA.
DISTINGUO SU EUTANASIA (ANSA) - MOSCA, 11 NOV - A
meno di due mesi dall'incontro con Papa Benedetto XVI, il «ministro
degli esteri» del patriarcato di Mosca Hilarion rilancia la prospettiva
dello storico incontro tra il pontefice e il patriarca Kirill all'insegna di
una «missione comune» ma ribadisce che è «prematuro parlare di date
e luogo» e che bisogna prima risolvere alcuni ostacoli, tra cui quello
degli Uniati in Ucraina.
 «Ci muoviamo nella direzione giusta: negli ultimi anni i rapporti tra le
due chiese sono molto migliorati, sono stati attivati meccanismi di
cooperazione, ci sono scambi di visite ad alto livello, ma non abbiamo
ancora un piano concreto sui tempi e sul luogo dell'incontro», ha
spiegato l'arcivescovo Hilarion in una conferenza stampa a Mosca con
i corrispondenti stranieri.
 «La mia recente visita a Roma è stata molto fruttuosa e nel colloquio
con il pontefice...abbiamo toccato tutti i problemi e gli obiettivi
comuni», ha osservato Hilarion. «Noi siamo interessati all'incontro tra
il Patriarca e il Papa non come fatto in sè ma come punto di arrivo del
progresso dei nostri rapporti, come inizio di una nuova tappa», ha
aggiunto.
 Tra i principali ostacoli da rimuovere, l'arcivescovo ha citato in
particolare quello della Chiesa (cattolica) uniate ucraina, in conflitto
con quella ortodossa dopo il bando e la spoliazione staliniana e il
riacquistato status legale negli anni gorbacioviani: «non vogliamo la
restituzione delle chiese ma disinnescare la tensione e garantire la
possibilità di culto agli ortodossi laddove non esiste», ha detto
l'arcivescovo, confidando in un «compromesso» dopo il colloquio
con il Papa.
 Meno rilevante appare il problema del proselitismo cattolico: «non è
più così acuto come dieci anni fa, ora esiste una cooperazione non
solo a livello di gerarchie ecclesiastiche ma anche missionario».
 «Difficile e lungo» appare invece il superamento delle divisioni
teologiche, ma l'arcivescovo ha sottolineato il preminente interesse del
patriarcato ad una «cooperazione pratica sui temi sociali ed etici»
perchè «la difesa della morale cristiana è una delle comuni sfide
principali».
 Ma se sulla bocciatura del crocifisso nelle scuole da parte della
Corte europea di giustizia Hilarion ha manifestato «la totale solidarietà
al Vaticano», su altri temi l'arcivescovo ha segnato alcuni distinguo.
Come sull'eutanasia, a partire dal caso di Eluana Englaro: «noi non
siamo a favore della vita ad ogni costo, le 'macchinè vanno usate
quando c'è speranza, anche se resta un enorme problema morale
relativamente a chi ha il diritto di togliere la vita», ha detto, suggerendo
di «esaminare caso per caso». Distinguo anche sulla vita privata dei
leader politici, sulla quale «la Chiesa si deve astenere da ogni
commento, a meno che il loro comportamento pubblico non danneggi
il Paese, il popolo o la morale»: in tal caso «la Chiesa può
intervenire».(ANSA).

Chi vota l'aborto fa peccato mortale

SPAGNA: ABORTO; VESCOVI, CHI LO VOTA È IN PECCATO
MORTALE (ANSA) - MADRID, 11 NOV - Non accenna a placarsi
la dura campagna dei vescovi spagnoli contro il progetto di legge di
depenalizzazione dell'aborto sottoposto al parlamento dal governo
socialista del premier Josè Luis Zapatero.
 Il segretario generale e portavoce della Conferenza Episcopale
Spagnola (Cee), mons. Juan Antonio Martinez Camino - riferisce
l'edizione elettronica di El Mundo - ha avvertito oggi i politici che
voteranno a favore della legge sull'aborto che si porranno «in una
situazione oggettiva di peccato mortale».
 In una conferenza all'università San Paolo Ceu di Madrid, Martinez
Camino ha sottolineato che il diritto alla vita è «il diritto fondamentale
dei diritti fondamentali». Secondo il portavoce dei vescovi, i politici
che voteranno 'sì alla riforma Zapatero potranno essere considerati
eretici, se difenderanno la legittimità di «togliere la vita ad un
innocente». «Chi è in peccato pubblico mortale non può essere
ammesso ai sacramenti» e questo vale, ha avvertito Martinez Camino,
«per tutti i cattolici, quale che sia il loro partito». Il disegno di legge
all'esame del parlamento di Madrid prevede di concedere ad ogni
donna un diritto di libera scelta, se abortire o meno, fino alla 14ma
settimana. Una facoltà che sarebbe concessa anche alle minorenni fra i
16 e i 18 anni senza che sia necessario informarne i genitori.(ANSA).

A buon intenditor....

CEI: A GOVERNO,REINTEGRARE FONDI PER SCUOLE
CATTOLICHE ++ (ANSA) - ASSISI, 9 NOV - La Cei si augura che
il governo reintegri i finanziamenti per le scuole cattoliche. A farsi
portavoce di questa richiesta è stato il presidente dei vescovi italiani,
card. Angelo Bagnasco, che ha aperto, oggi ad Assisi, la 60/ma
Assemblea generale della Cei. «Un auspicio - ha detto - sia consentito
esprimere per quanto riguarda i fondi destinati al sistema dell'istruzione
non statale, cioè alla scuola libera: ci si augura infatti che le cifre
inizialmente previste con decurtazioni consistenti, possano essere
prontamente reintegrate in modo da consentire agli enti erogatori dei
servizi di mantenere gli impegni già assunti». (ANSA).

300 anglicani: noi non ce ne andiamo

ANGLICANI: TRADIZIONALISTI A PAPA, NON È MOMENTO
ANDARE VIA (ANSA) - ROMA, 11 NOV - Trecento vescovi
anglicani tradizionalisti, contrari all'ordinazione a vescovi di donne e
gay, hanno fatto sapere, in una nota, di esseri grati al Papa per la
Costituzione apostolica che li riguarda, ma di voler declinare la
«gentile offerta» perchè convinti che «non è questo il momento di
abbandonare la Comunione anglicana».
 «Abbiamo ricevuto una lettera dall'arcivescovo di Canterbury che ci
informa dell'offerta del Papa», si legge sul sito della Gafcon (Council
of the fellowship of confessing anglicans), una rete internazionale
costituita lo scorso anno a Gerusalemme tra i «disertori» della
Conferenza di Lambeth. «Crediamo che sia un'offerta gentile -
aggiunge la nota - e che riflette lo stesso impegno alla fede storica
apostolica, all'insegnamento morale e alla missione globale proclamata
nella Dichiarazione di Gerusalemme sul futuro degli anglicani, e di
questo gli siamo profondamente grati.
 »Siamo tuttavia amareggiati - prosegue il documento, firmato dal
presidente del Gafcon, il nigeriano Peter Akinola, arcivescovo
anglicano di Abuja - che la crisi in atto con la nostra amata Comunione
anglicana abbia reso necessaria una simile offerta senza precedenti«.
 Gli anglicani del Gafcon ritengono le ordinazioni di omosessuali
»una vergogna al nome di Cristo« e un »serio ostacolo alla causa del
Vangelo«, tuttavia si dicono anche convinti che »l'anglicanesimo ha un
futuro brillante« e che »vi sia spazio all'interno della nostra famiglia
anglicana per tutti coloro che rimangono fedeli alla fede così come ci
è stata trasmessa dai santi«.(ANSA).

I camorristi non sono cristiani

CEI: CARD.SEPE, HO RIFIUTATO ESEQUIE A CAMORRISTA
(ANSA) - ASSISI, 11 NOV - I camorristi non sono cristiani, sono la
negazione del cristianesimo: è quanto ha osservato oggi il cardinale di
Napoli, Crescenzio Sepe, che ha raccontato di aver di recente negato
le esequie in chiesa ad un esponente della criminalità organizzata.
 «Un parroco - ha riferito ai giornalisti durante l'assemblea generale
della Cei in corso ad Assisi - mi ha chiesto come doveva comportarsi.
Gli ho risposto che i funerali in chiesa non si potevano fare perchè si
trattava di peccatori».
 I criminali , ha aggiunto ancora Sepe riprendendo il concetto di
scomunica automatica per gli affiliati ai clan mafiosi, «non possono
fare la comunione nè essere padrini ai battesimi».

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